#12 Rotolando verso ovest: aria di primavera :)

Squillino le trombe e rullino i tamburi.. sto scrivendo un post su questo blog :’)
Lo so, non accadeva da tanto, anche se avevo promesso il contrario. E’ che io non ho tempo per tutte queste cose, e anche se ce l’avessi ho tanto sonno da recuperare e posti da vedere.. insomma, non ce la posso fare.
Ma tornando alle cose serie, sono qua, il sole splende alto nel cielo, il termometro segna 0°C, ed è primaver- no vabbè è una specie di fase transitoria tra inverno e primavera, diciamo così.
E già, perchè la primavera qui è ufficialmente iniziata 22 giorni fa, l’1 Marzo per l’appunto, ma a me sembra più un inverno.
Benchè le temperature si siano alzate, abbiamo toccato punte di 5 gradi e il sole splenda nel cielo, questa non è primavera.
Non è primavera per niente, non quella che avrei chiamato così un anno fa. L’esempio più lampante è quello di ieri, quando sono uscito di casa con -16°C.. io questa non la chiamerei primavera, ma.. paese che vai, stagioni che trovi 😉

In compenso, purtroppo, le giornate si sono allungate, e ora si vive di luce solare, e non più artificiale, per più di 11/12 ore al giorno.. vale a dire dalle 8 alle 20/21, ed è una cosa terribile per i miei occhi. Fortunatamente, nevica spesso e volentieri, quasi da sembrare inverno, e il bianco predomina ancora, anche se è tornato il mio acerrimo nemico. Lui. IL PIU’ TEMUTO E ODIATO. Il fango.
Ha riempito i miei incubi per mesi all’inizio, ed ora eccolo qui, eccolo di nuovo. Spero di riuscire a far trasparire l’odio tramite queste parole, e anche i miei jeans rafforzano il concetto, visto che vanno lavati un giorno sì e l’altro anche.. per non parlare delle scarpe.
Primavera, fatta di ghiaccio, neve, fango e temperature -a volte- al di sopra dello zero.. mancano solo gli uccellini che cinguettano insomma 🙂

Tornando alle cose serie. Questo blog oggi fa un anno, e io ho scritto 12 articoli.. la media di 1 al mese.. sono un pessimo owner (non sperate che sappia tradurlo in italiano), e un pessimo blogger.. pigro, più che altro 😛
Cos’è successo in questo periodo di assenza? Niente di che, ma davvero niente di che.. a parte essermi ammalato per 10 giorni e aver constatato quando non vorrei farmi operare in un ospedale russo -sconsigliatissimo al 101%- sono ormai 7 mesi in Russia.

S E T T E.
Questo numero mi fa paura.
C’è una cosa di cui però mi preme parlare.. ovvero l’8 Marzo. Premessa: sarà un post molto veloce, perchè ho un borsone da finire, ma farò del mio meglio affinché tutto sia il più chiaro possibile 🙂

8 MARZO
FESTA DELLA DONNA

E questo lo sappiamo bene tutti, fin dal primo anno di vita. Come lo si celebra in Italia? Fiori, a volte torte, regali, ma per il resto è un giorno normale, niente di diverso dall’ordinario.
E qui in Russia? Qui in Russia l’8 Marzo è praticamente sacro. Sono un pieno sostenitore della parità dei sessi, diritti per tutti e così via, ed è stato davvero bello vedere come persino in Russia, dove l’uomo è quasi sempre il capofamiglia indiscusso, la donna venga adorata e idolatrata durante questo giorno.
Il 23 febbraio è anche la festa dell’uomo, se così la possiamo chiamare, ma non è un giorno così eclatante.. è un giorno normalissimo.
Tuttavia, non funziona così per l’8 Marzo. E’, infatti, un giorno di vista, al quale ne seguono altri due di ”riposo”. L’8 Marzo nessuno lavora, non si va a scuola, per le strade regna la calma più assoluta e c’è un’atmosfera bellissima.
Mai avrei immaginato che una giornata come questa potesse essere così importante per i russi, ma non c’è niente di più bello che scoprire nuove tradizioni 🙂
Il ”mio” 8 Marzo è stato caratterizzato da una della visione di uno dei balletti di Chaikowski (o comunque lo si possa traslitterare) al teatro dell’opera, ovvero lo Schiaccianoci.
Meraviglioso, stupendo, incredibile, mozzafiato.. è stato uno spettacolo stupendo, specialmente visto dal parterre, e c’era un’atmosfera natalizia così bella, anche se Natale è già passato, che mi sentivo nella Russia che ho sempre immaginato, fin da quando ero piccolo.. un sogno 🙂

10150577_372130712930054_1419104781_nQuesto è il collage/cartellone che abbiamo preparato per la mia mamma ospitante.. io, mio fratello e mia sorella 🙂

Spero di aver spiegato brevemente quanto questa festa sia importante per questo paese, che, alla fine, conserva più umanità e amore di quanto si voglia credere! (Lo so, è incredibile ahah)

Dovrò poi fare un post a parte per il tè, quella cosa senza la quale ormai non riesco più a vivere! Come si fa a vivere senza tè, diamine? Come farò una volta tornato a casa?
E a tal proposito.. quel countdown che segna ormai sempre meno tempo inizia a fare male.. ma anche di questo ne parlerò poi, ci sono ancora tre mesi davanti 🙂
Domani rotolo verso ovest, verso la capitale.
Domani un aereo mi porterà a Mosca, dove resterò fino a sabato 😀
Magari al prossimo giro riuscirò a capitare foto di ”una delle città più belle del mondo”, o così si dice!
Москва, here we go 🙂

До скорого
Крис 🙂

 

[Non riesco proprio a mettere direttamente il video.. ma beh, basta cliccare sopra il link!]

Una canzone senza testo.
Qualcuno, che non credo leggerà questo post, mi ha insegnato che spesso il testo non serve, ed è la musica che conta.
Ultimamente ho fatto tesoro di questo consiglio, durante questo periodo mi è servito molto, e mi ha fatto vedere e capire tante cose. 
Spero che queste note possano arrivare dentro chi legge questo blog, per me sono davvero importanti 🙂

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#11 If that’s what you wanted.. (aka: anno nuovo, aggiornamenti random e paesaggi meravigliosi)

COLLECT MOMENTS, NOT THINGS.

Ecco qui il nuovo titolo.
Perchè? Perchè ogni tanto le cose vanno cambiate!
Questo blog è iniziato tipo undici mesi fa, e posso davvero dire che è stata ”un’era fa”. A brand new russian è stato l’inizio di tutto, ma ormai sembrano solo vecchissimi ricordi.
Le persone cambiano, in base a cosa gli succede, e io non me la sentivo più di definirmi un ”brand new” russian, perchè ormai la mia vita è totalmente al contrario 🙂

Per quanto queste parole possano sembrare malinconiche, sono, invece, solo veritiere e accurate.. mi viene davvero il magone a pensare a quanto le cose siano cambiate in un anno.

E’ che spesso non ci pensiamo, ma un anno vola. A Settembre, ogni anno, ci addentriamo verso un nuovo anno di scuola, pensando che non finirà mai, che Giugno è troppo lontano.. eppure, ogni anno, riguardando indietro, pensiamo che, alla fine, quei mesi son volati.
Prendete questo ”feeling” (ormai non so più esprimere molte parole in italiano), e moltiplicatelo per 20.000. Ecco, quella è una minima idea di come ci si sente durante un’esperienza del genere.
E no, Febbraio è iniziato da 16 giorni e non da 2, come ben credevo. Così come il 2014. Se a voi, dovunque siate, il tempo sembra non passare mai, a me sembra tutto troppo vicino, ma lontano allo stesso tempo. E’ un sentimento, un qualcosa, che non riesco a rendere a parole, non riesco a quantificarlo, a spiegarmelo.. è semplicemente comparabile all’autoimplosione (si dice così? o.o).
Avete mai provato la sensazione di star sprecando, e allo stesso tempo godendo a pieno, il vostro tempo? Se no, partite, andate via per un po’ e datevi una data di scadenza : benvenuti nel mondo di un exchange student, o, almeno, in parte.

Partiamo appunto dal tempo. In italiano ”tempo” indica tante cose.. quello che ci impieghi davanti allo specchio, quello dell’orologio, quello atmosferico, quello che perdi o che impieghi nel fare qualcosa.. potrei andare avanti per ore.
In russo, invece, il tempo atmosferico e quello ”reale” sono due parole distinte, poichè non interferiscono l’una con l’altra.
Forse è un ragionamento abbastanza inutile e strano, ma pensate all’inverno in Italia, quelle mattine grigie, magari piove o nevica, quel freddo pungente alle 7 e 30 del mattino.. la nostra vita, d’inverno, tende a rallentare, tendiamo a voler stare sotto le coperte e rimandare tutto ciò che dobbiamo fare a dopo, perchè ”fuori fa freddo”.. inutile dire che qui questa cosa non l’ho trovata.
In Russia il tempo atmosferico non influisce sulla vita di ogni essere umano, che ogni mattina continuerà ad alzarsi ed andare a scuola/lavoro/dovunque debba andare, anche se fuori ci sono -40°C.
Per molti questa è un’informazione inutile e alquanto ovvia, ma a me sembrava davvero strano. Insomma, chi sarebbe abbastanza sano mentalmente per alzarsi di sabato con -35°C e aspettare il tram per andare a scuola?
Ebbene, ho appena descritto parte di questi mesi di assenza 🙂
L’inverno è finalmente arrivato, già da due mesi ormai, forse un po’ di più.
Benchè qualche nevicata ci fosse stata già ad Ottobre e a Novembre, il vero inverno è iniziato l’1 Dicembre, esattamente il primo giorno d’Inverno! La prima grande nevicata e le prime temperature sotto zero.. un’emozione davvero unica e incredibile.
E’, quindi, dal primo Dicembre che il termometro non sale sopra i -1, temperatura MINIMA, che si vede raramente!
Di neve ce n’è abbastanza, soprattutto grazie alle ultime nevicate di Febbraio!
Aneddoto divertente? Durante l’inverno, le ore di sole si riducono a 5-6 al giorno, il sole sorge alle 11 e va via per le 16/17. I russi, quindi, inneggiano il sole, e lo desiderano con tutto il cuore.. i loro desideri, fortunatamente per loro, vengono accontentati a Gennaio, quando, generalmente, c’è abbastanza sole per molti giorni.
Sembra bello, eh? 🙂 E invece no, perchè una giornata di sole a Gennaio implica una temperatura di almeno -25/-30 gradi, temperature da tutti temute.

Ma la vita, come dicevo prima, non si ferma, ed è proprio questo quello che ho sempre sognato quando pensavo alla parola ”Russia”.  Abbiamo avuto -40°C, e mia madre ospitante è comunque andata a lavoro, così come tutti gli altri lavoratori, così come i supermercati erano pieni di gente e le scuole.. no vabbè, le scuole no.. il letto in quel caso è l’unica soluzione 😛

Qualcuno mi aveva chiesto di scrivere dell’Inverno, ed ecco qui un breve resoconto: freddo, neve, sole, strade ghiacciate e.. principalmente freddo!

Chiusa questa digressione sul tempo, parliamo ora del tempo reale. Siamo già a Febbraio. Cinque mesi e mezzo sono ormai andati, poco più di quattro al rientro in patria, e ancora tantissime cose da fare, altre da iniziare.. e un esaurimento di nervi in corso 😀
Sfrutto questo passaggio per parlare un attimino del capodanno, che è una delle più importanti. So che avrei dovuto farlo prima ma.. meglio tardi che mai? ……..

Beh.. è stato il capodanno più strano della mia vita, ma, allo stesso tempo, uno dei più belli! Non siamo andati in nessun posto di speciale, niente cene superfighe, o villaggi di Babbo Natale.. è stata una giornata come un’altra, ma nella quale si cela gran parte della mia esperienza qui.
Non starò a raccontare per filo e per segno come si è svolto il tutto, ma scriverò solo piccole parti importanti.
Innanzitutto, è essenziale sapere che il 31 Dicembre bisogna essere ELEGANTISSIMI, come se non  ci fosse un domani. Ognuno deve avere rigorosamente un vestito o una camicia, essere ben pettinato, pulito e profumato.
La cena non inizia prima delle 22 o 23, e insieme ci si siede attorno al tavolo, parlando dell’anno che ci si sta lasciando alle spalle, e di cosa ci si aspetta da quello che sta per arrivare, dei propri sogni e delle proprie esperienze, il tutto davanti a dei biccheri rigorosamente sempre pieni, con una tavola piena di cibo (ma mai quanto in Italia!), pronti a brindare. Gli uomini, in ordine decrescente di età, dicono il proprio discorso per primi, e poi si passa alle donne.
Si brinda a tutto ciò a cui è possibile brindare, ci si scambia consigli e racconti, emozioni e novità. E’ uno dei momenti più emozionanti che abbia mai vissuto, tutto a lume di candela, parlando di quanto la mia vita sia cambiata attorno alla mia nuova famiglia, di quanto quest’anno sia stato importante per me e di come non potrò mai dimenticare questi momenti. Il primo discorso, in russo, davanti ad un tavolo di gente che pende dalle tue labbra.. d’altronde, come si fa a dimenticarlo?
La tv continua in sottofondo con i suoi programmi a tema, finti da morire, ma non è importante. Non fino alle 23:55, quando il caro Putin appare in tv e tiene il suo discorso, elogiando la sua patria e ricordandone la sua storia, e parlando degli ultimi eventi accaduti, pronunciando parole di conforto e di vicinanza per le tragedie accadute, oppure brindando alla felicità e alla salute, che non manca mai nei brindisi.
Esattamente dopo questo discorso, in tv appare il cremlino di Mosca, che rintocca ben 12 volte.
Dodici rintocchi che si contano, insieme, dal primo all’ultimo, da 1 a 12, carichi di aspettative ed emozione.. avrò ripetuto questa parola miliardi di volte.
E poi Babbo Natale arriva, e ci si scambiano i regali, non prima di aver recitato una filastrocca, o cantato una piccola canzoncina.

Ovviamente, questo non vale per tutta la Russia, bensì è parte del MIO capodanno, della mia esperienza e del mio anno. Ed è solo parte di questo magnifico momento che sono così grato di aver potuto condividere con gente che ormai mi tratta come se fossi con loro da tutta una vita.
Come avevo già detto brevemente, a Novembre ho cambiato famiglia. Troppi i motivi che mi hanno spinto a farlo, che non starò ad elencare, e, dopo tutte le ansie del mondo, ormai sono qui nella nuova da tre mesi, e ho trovato la mia seconda famiglia, che mi adora e mi aiuta in tutto. Ho trovato un altro fratello e un’altra mamma, che si preoccupano per me quando sto male, o comprano una torta per festeggiare il Natale, che qui non si festeggia, insieme a me, o che mi svegliano una domenica mattina regalandomi un pupazzo.. ho trovato una sorella, che è stata anche la mia prima amica, e ne ho trovato un’altra che, per quanto veda poco dato che vive a Mosca, ogni volta che può parla con me, di qualsiasi cosa le passi in mente. Ho trovato un nuovo padre con cui parlare di storia, politica, con cui scambiare opinioni e visitare posti meravigliosi. Ho trovato una nuova famiglia, a 5000 km da quella vera,
Ciò non significa che io non pensi più alla mia famiglia in Italia, che nessuno mi manchi, o cos’altro.. sono due famiglie completamente diverse, due affetti diversi ma uniti in qualche modo.. è una cosa davvero impossibile spiegare!

Siamo ormai a Febbraio, uno dei mesi più bipolari di sempre, ma tutto sommato va bene!
Breve aggiornamento sulla lingua: dopo sei mesi riesco a parlare più o meno decentemente, fluidamente e capisco quasi tutto quello che mi viene detto! Sto iniziando anche a capire la tv, anche se la guardo moooolto raramente! Non posso ancora dire di sapere bene il russo, ma se sono sopravvissuto fino ad ora significa che qualcosa so 🙂
Ovviamente, però, c’è ancora tanto tanto taaaanto lavoro da fare.

E solo una settimana fa, poi, sono anche stato in montagna. La prima volta in vita mia in montagna.. una cosa fantastica 😀 Ho anche provato a sciare, fallendo miseramente, ma è un’esperienza che ripeterei un altro miliardo di volte 🙂
Finisco con qualche foto, ho davvero poco tempo ma troppe cose da dire.. prometto di aggiornare presto, stavolta sul serio!
La canzone di questa volta è particolarmente importante per questo periodo. Sono DAVVERO fortunato, ad ogni modo, che abbia così tanta gente sparsa per il mondo che mi rallegra anche le peggiori giornate.. ho incontrato amici che spero rimangano tali per ancora taaaaaanto tempo, e loro sapranno benissimo che parlo di loro 😉 grazie ragazzi ❤

”I’ll find the places where you hide
I’ll be the dawn on your worst night
The only thing left in your life
Oh, I would kill for you, that’s right..
If that’s what you wanted”

Alla prossima, molto presto 🙂
Chri 🙂

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#10 ..Dove sei? In che parte del mondo? // Happy New Year // С НОВЫМ ГОДОМ

31.12.2013.

Ultimo giorno dell’anno.
Non scrivo da due mesi, lo so.
Sono una brutta persona, ma ho delle motivazioni, piuttosto valide.
Una di queste è che non avevo voglia, ma vabbè sono dettagli trascurabili 😀
Innanzitutto, ho cambiato famiglia, e con questa va tutto alla grande! Niente più orari, fratelli schiavisti o vivere dentro una gabbia d’oro per 24 ore al giorno 🙂
Suoi particolari mi fermerò in un altro post! Ho deciso che ne farò di più, magari più corti e significativi, e aggiornerò più spesso, mi impegnerò lo prometto.

Mi impegnerò anche perchè QUESTO BLOG è entrato nell’ A.B.E.S.
E’ come un sogno che si avvera.. io non so come ci sia finito, o perchè.. però GRAZIE a chiunque l’abbia segnalato o cos’altro.. GRAZIE dal profondo del mio cuore.
E’ stata una bellissima sorpresa e per me significa tantissimo.
Ricordo ancora i giorni passati sull’abes a leggere di tutti i paesi, nei dettagli.. e pensare che qualcuno ora possa scoprire di più sulla Russia grazie a questo blog mi fa davvero scendere la lacrimuccia :’)

Ma no. Ci sono un sacco di novità che scriverò presto, presto, prestissimo.. ma non è per questo che è nato questo post.
No.
Questo post è scritto il 31.12.2013, 00:38 ora locale, perchè è l’ultimo post di quest’anno. L’ultimo post dell’anno più significativo della mia vita.
Ogni anno esprimiamo dei desideri, ogni anno diciamo che vogliamo dimagrire, ogni anno diciamo che avremo la media dell’8 a scuola.. e alla fine ci ritroviamo a ridere dei nostri buoni propositi.
Ma il 2013 no. Il 2013 per me è stato diverso.
Un anno fa ero su un balcone a guardare le stelle, e speravo nel 2013.
Avevo consegnato da poco il fascicolo, avevo conosciuto persone stupende che mi hanno accompagnato fino a qua, e mi hanno sostenuto nei momenti in cui ho davvero pensato di mollare tutto e morirmene nel mio letto fino alla fine dei miei giorni.

Ma cosa è stato per me il 2013?
Beh senza il 2013 questo blog non esisterebbe. Probabilmente non esisterebbe questa versione di me, non esisterebbe questa nuova lingua che ormai riesco a parlare, non esisterebbero tanti amici sparsi per il mondo..
Il 2013 è stato l’anno dei viaggi.
Finlandia, Francia, Russia. Tre paesi che, anche se per poco tempo, mi hanno insegnato tante cose.
Il 2013 è stato l’anno di nuovi e vecchi amici.
Il 2013 è stato l’inizio del triennio e le terribili fatiche per arrivare a Giugno e poter partire.
Ma il 2013 si è capovolto quel 22 Febbraio.
Quel 22 Febbraio che ha cambiato la mia vita, è proprio il caso di dirlo.
Ricordo ancora la neve che cadeva fuori, e la telefonata a Colle, e io, che non riuscivo a smettere di tremare, perchè non riuscivo ancora a crederci.
Il 2013 è stato l’anno della pazienza.
16 anni, più indipendenza, tante novità.
Vecchi amici che hanno deciso di andarsene e tanti nuovi amici che, come me, condividono il mio stesso destino quest’anno.
E’ stato l’ultimo saluto alla mia migliore amica, che piangeva mentre mi abbracciava.
Sono stati tutti i campi con AFS in un eremo sperduto o in chiese dimenticate, che, per quanto ridicoli, mi hanno fatto capire quanto sia fortunato a fare parte di questo mondo.
E’ stato il 22 Agosto, a Roma.
Le lacrime di mia madre, l’ultimo abbraccio con mio fratello, l’ultima notte in Italia e la paura di star sbagliando tutto.
Il 2013 è stato una crescita continua!
Ricordo come se fosse ieri l’atterraggio a Mosca, i respiri corti nell’oltrepassare la dogana, le prime impressioni, le prime esperienze, i primi sogni e le prime aspettative.. gli abbracci scambiati prima di separarsi.
E poi è stato tutto come un lampo.
L’arrivo ad Ekaterinburg, la lingua incomprensibile, gli amici inesistenti, la prima neve, la prima famiglia sbagliata e un’altra che mi adora da morire..l’inverno, i -28°C..
Ma non mi dilungherò oltre.

Un anno fa speravo di poter passare il seguente capodanno in un altro stato.
365 giorn dopo mi ritrovo nel paese più grande del mondo.
E quindi devo solo dire una cosa: GRAZIE.

GRAZIE.
Grazie alla mia famiglia italiana, che ha davvero fatto di tutto per permettermi di essere qui.
Grazie ad AFS, che, malgrado tutte le pene, mi permette di vivere questo sogno.
Grazie ai miei compagni di avventura russi, che sono sempre con me e mi sostengono nella mia difficile e incredibile vita russa.
Grazie a quel gruppo di pazzi nato a Dicembre e che resiste tutt’ora. Molti di noi hanno realizzato il proprio sogno, altri no.. ma siamo comunque una piccola famiglia.
Grazie alla mia famiglia russa, per avermi accolto così calorosamente e per farmi sentire a casa, anche quando casa a lontana.
Grazie ai vecchi amici per avermi abbandonato..
..e grazie ai nuovi per avermi fatto capire quando non ne valeva la pena.
Grazie a chi c’è sempre stato, a chi se n’è andato, e a chi ancora ci sarà.
Grazie a chi mi sopporta, soprattutto quando vorrei solo fuggire e sparire per un po’, e mi ricorda perchè sono qui.
Grazie ad Ilaria, che, anche dalla Germania, è come se fosse sempre qui..
Grazie a chi due minuti per scrivermi un messaggio li trova, e grazie anche a chi si è dimenticato di me!
Grazie a questa Russia, che ogni giorno mi aiuta a superare me stesso e scoprirmi meglio.

Ma un enorme GRAZIE, grande quanto il mondo, va a tutti voi. A tutti voi exchange students.
Non importa che siate già partiti, che siate stati scartati, o che ancora dobbiate partire.
Grazie perchè senza di voi non sarei ancora qui a tenere duro e grazie perchè c’è sempre qualcuno che riesce a strapparmi un sorriso.
Grazie perchè siamo una grande famiglia sparsa per il mondo, grazie per le videochiamate, o per i post, o per i messaggi, o per qualunque altra cosa..
AFS è una grande famiglia, e non lo si capisce fino in fondo fino a quando non ci è dentro.

GRAZIE a chi è ancora qui a leggere questo post.
Il 2013 mi ha insegnato a sperare.. mi ha insegnato a vivere e a non arrendersi mai davanti ad ogni ostacolo.
La Russia è, d’altronde, gran parte di tutto ciò.
Non smettete MAI di sperare, se avete un sogno.
Non si sa mai che si possa avverare, proprio come è successo a me.
2013. L’anno, fino ad ora, migliore della mia vita.

Buon Anno a tutti!!!
Che possa essere un anno pieno di gioia e felicità, e che tutti i vostri sogni possano avverarsi.
Che siate in Cina, in Italia, in Russia, in America, in Australia.. buon anno!

С НОВЫМ ГОДОМ  🙂

Ci si becca l’anno prossimo!
Chris 🙂

”Dove sei? In che parte del mondo?”

#9 Carry on – a month and a half.

Quando ad Ottobre mi iscrissi ad Intercultura, la prima lettera che ricevetti riportava la seguente intestazione:
Intercultura, incontri che cambiano il mondo. 


A distanza di un anno, mi ritrovo nel mio divano, a 5000 km da casa a ripensare a quell’intestazione.
Già, perchè nessuno ti avverte che il famoso mondo che cambia è il tuo. Nessuno di avverte di quanto questa cosa possa avere ripercussioni sul quello che sei, o che pensavi di essere.
La verità è che io, fino al 22 agosto, pensavo di conoscermi. Beh, partendo ho capito che non è così.
Tutti pensiamo di conoscerci, ma in realtà conosciamo solo la persona che ci riflette in uno specchio, piena di ”se” e ”ma”, che si pone limiti inutilmente.
Qualche mese fa qualcuno mi disse ”sogna, perchè la vita è fatta di questo”.
Ci sono tante cose che, a volte, mi fanno richiudere i miei sogni nel cassetto, ma essere qui me li sta facendo riapire tutti!

Giorno dopo giorno mi chiedo quale santo debba ringraziare per essere finito qui. Ekaterinburg è così bella e piena di cose da scoprire e vedere, che ogni volta che penso che dovrò andarmene mi piange il cuore! Certo.. ci sono pro e contro!

Se la mia famiglia pensavo fosse molto protettiva, qui mi sento controllato 25 ore su 24. Sarà uno standard della famiglia russa, ma qui non se ne parla di uscire dopo le 19, ahimè, e non esiste tornare a casa per le 19:30/20, quando magari i tram sono anche liberi. Ma a parte questo, e il mio piccolo adorabile fratellino ospitante che ogni giorno programma un nuovo piano per uccidermi, mi trovo bene con loro e sento che ci tengono in qualche modo a me!

A scuola va un po’ meglio! L’altro giorno, ad esempio, ho capito una lezione di letteratura, e credetemi che è davvero complicato. Si parlava di un autore a me sconosciuto che, dopo essersi trasferito a San Pietroburgo, ha iniziato la sua stagione letteraria, chiamiamola così, e per ore e ore parlava delle sue vicende vissute sul Nevskii Prospekt, e cose così.. mi sono sentito un po’ intelligente ecco, ma ad ogni modo ciò non significa che io sappia il russo xD Significa solo che riesco a cogliere il senso di molte cose e se la gente non parla veloce magari anche molte più parole! Ma ogni giorno va migliorando!

Riesco, finalmente, a collegare i volti a dei nomi. Ed ecco che ragazzo-biondo-che-somiglia-a-qualcuno diventa Sergei, ragazzo-sapientone-che-odio diventa Vladimir, ragazzo-strambo Dimitri, tizia-che-se-la-tira Tanya, tizia-bionda-strana Ksenia.. e così via.. 
Ancora, però, nessuna traccia di amici Russi! Con gli altri exchange students va che è una meraviglia! Penso che non avrei potuto trovare compagni d’avventura migliori, e ogni giorno abbiamo sempre qualcosa di cui parlare e di cui ridere, perchè in fondo siamo sulla stessa barca, e dobbiamo aiutarci a remare!

L’unica amica russa che avevamo è partita oggi per passare un anno in Germania con AFS. E’ stata davvero l’unica che ha osato tuffarsi nella tremenda avventura che è conoscerci, si sa che gli europei sono dei cannibali no?
Sabato scorso abbiamo fatto un pigiama party a casa sua (suona così tanto ”sleepover club”) e ci siamo consolati guardando High School Musical 3 (cosa avevo detto sulla parte di sleepover club? D:) e un film horror in russo (che figata! No davvero.. c’è sta bambina che incarna il diavolo e i genitori adottivi cercano di cuocerla nel forno, e allora scappa e viene riadottata ma crea dei gran casini. La notte ho sognato lei che ripeteva ”pacimù?”, che significa ‘perchè?’, a ripetizione o.o).

Ieri ci ha dispensato abbracci, baci, e una sciarpa che LEI STESSA ha fatto all’uncinetto, e poi è partita alla volta della Germania, che la ospiterà fino a luglio! La nostra unica amica russa se n’è andata.. ora mi sento davvero solo D:

E’ che quando parti le persone le abbracci svogliatamente, perchè hai solo voglia di andartene e scappare. 
Ora, due mesi dopo, pagherei per qualcuno che mi abbracci e mi stringa forte. Non importa chi, qualcuno. 
I russi sono così anaffettivi (esiste? D:) in pubblico, così freddi e distaccati che mi chiedo come facciano ad essere amici. Il massimo contatto è una pacca sulla spalla o un sorriso smorzato, oppure una stretta di mano vigorosa. 
No abbracci, no baci, no sorrisi veri e pieni di energia. Mi sembra di vivere in Siberia! (Ah ma aspetta.. io quasi ci vivo!)
In verità non è così male come lo sto descrivendo, è solo che quando ci penso mi prende la malinconia ahah

I russi sono davvero ospitali in casa, ma fuori casa le emozioni sono dei tabù e vanno tenute per sè stessi. 
Non so dire se sia bello o brutto, ma sicuramente è molto russo.

Sì, perchè in Russia c’è un detto di Intercultura che non vale. 
Ti dicono che ”non è meglio, non è peggio, è solo diverso”, ma quando sei in Russia non la pensi più così!
Quando sei in Russia pensi ”non è meglio, non è peggio, e neanche diverso. E’ solo russo”

Ho mai detto qualcosa sul fatto che la Russia è una cosa totalmente a sè? Nè Europa nè Asia? 

Non è solo la cavolata del giorno che vi spara qualcuno perchè non vi vuole descrivere la Russia. E’ la verità!
E ve lo dico io che abito proprio sul confine Asia-Europa. 
Nei miei documenti italiani c’è scritto europeo, in quelli russi c’è scritto ”asiatico”, ma io non mi sento nessuno dei due ora!

Per 16 anni sono stato europeo al 100%, ora invece mi sento come rinato. Perchè in Russia non puoi cercare di preservare le cose che troverai di nuovo tra nove mesi, e neanche lo vuoi!

La Russia è un programma nuovo, è il nuovo quiz a premi che danno su canale 5 prima di cena, è un regalo inaspettato, un sei in matematica che non ti aspettavi, è il primo pianto di un bambino, e una nuova canzone del tuo cantante preferito.

La Russia è ricominciare da zero! Perchè qua se la gente non ti sorride non è che ti odia, è che non vuole fare sapere al mondo come sta. 
Qui se non ti togli le scarpe quando entri in casa, stai cercando di portare sfortuna alla famiglia, perchè ”porti lo sporco di fuori dentro casa”. 
Qui è un’emozione nuova ogni giorno, e per quanto a volte la critichi, la Russia queste emozioni me le regala senza chiedere niente in cambio !
E non solo materiali, o affettive!

Non avete idea della felicità che si prova a vedere il cielo rosa la sera, e l’alba alle 8 del mattino! Non avete idea dell’emozione che ho provato anche solo stamattina, quando alle 7 e 45 il sole iniziava a spuntare e in cielo si mischiavano arancione, rosso, arancio, blu e giallo. Magari sono io, ma a Imola queste cose non le ho mai viste.

Il freddo è arrivato, ma i russi sembrano non farci molto caso. La minima si aggira sui -5 e la massima sui 4 gradi, ma qui è normale, così come è normale camminare e ritrovarti seicento foglie spiaccicate in faccia, perchè è autunno inoltrato e gli alberi iniziano a spogliarsi, lasciano posto alla prima neve, che è caduta il 3 ottobre ma niente di serio, ai primi giubbotti invernali e alle prime sciarpe di lana!


Qui i tram sono piuttosto antichi, ma se hai fortuna puoi trovarne anche di nuovi. Il tram è uno di quei mezzi che amo prendere, perchè si vedono tante realtà poste in tanti sedili.
C’è la konduktora, che non vede l’ora di ricevere quei 23 rubi (50 centesimi), che ti guarda impaziente; c’è l’anziana signora con la pelliccia che conduce una vita agiata e senza pensieri; c’è, invece, l’anziana signora che a stento può permettersi un giubbotto abbastanza caldo e non vuole che ti alzi per farla sedere; ci sono gli studenti, che con le loro facce a lutto ingoiano amaramente quel 3 in letteratura o quel 4- in matematica (perchè per i russi 4 su 5 fa abbastanza schifo come voto, valli a capire); c’è il padre di famiglia che va a lavoro, c’è la madre con il figlio che discutono.

Mi piace salire sul tram e immaginare come si sentano le persone. La maggior parte dei russi non ama vivere in grandi città, perchè la grande città, secondo loro, ti distrae dalla vera importanza della vita.
Io ho sempre amato le grandi città, e ancora non riesco a capire perchè ai russi non piaccia viverci, ma anche questo fa parte di Intercultura.

L’ora di punta sui tram russi, invece, è qualcosa che non augurerei nemmeno al mio peggior nemico.
Ieri quasi facevo fatica a respirare, per quanto stretti eravamo.
Magari un giorno il karma mi illuminerà sul perchè gli altri tram sono sempre vuoti, e il numero 6 straborda sempre e comunque di gente!

Amo l’eleganza che la gente deve avere a scuola. Tutti con camicie, pantaloni, scarpe eleganti… e poi ci sono io: jeans, felpa e converse invernali. Mi dicono che mi confondo tra i russi, insomma!
E ad ogni modo.. avevo letto dappertutto che in classe si sta attenti come soldatini, a seguire la lezione e senza fiatare.
CAZZATE. Qui usano cellulari davanti ai prof, inventano i compiti sul momento, si suggeriscono spudoratamente, e le verifiche si fanno sui quadernini. Non esistono fogli raccattati dalla parte centrale dei quaderni, niente fogli prestati dall’unico che li porta e così via!
Ognuno ha il suo quadernino minuscolo che va lasciato in classe! Le classi sono arredate a piacere dell’insegnante, e le lezioni sono da 40 minuti!
Ogni 40 minuti ce ne sono 10/15/20 di pausa che servono per cambiare classe!
A volte dall’aula 3 finisci alle 54 e viceversa, e lì desideresti un teletrasporto perchè NO, tre piani di scale di prima mattina non si possono fare. Non è umanamente possibile.  

Ah, le verifiche sono a sorpresa. Preach.

Ah, poi tutti i russi sono nel panico per storia. La odiano. Non riescono proprio a studiarla, sembra difficilissima D: Bah.
La cosa divertente, poi, è che fanno 3 derivate in 20 secondi, e per fare una frazione ci mettono 30 anni… ma ho già trovato la schiappa in matematica, e quello diventerà presto il mio migliore amico ❤ 
Che è poi lo stesso che mi ha detto che il suo letto parla inglese, ma intendeva che LUI parla male inglese.

Oh, la lingua, che dolce frustrazione. 
Per farla breve, capisco molto e parlo abbastanza, ma niente di troppo serio.. è pur sempre un mese e mezzo che sono qui. 
Però, ecco, riesco a farmi capire in qualche modo, ma la grammatica non ci sta proprio, non si vede manco da lontano. 
Ma mi consolo, i russi non sanno la grammatica, vanno ad orecchio e memoria.. e un po’ di fortuna, quella non basta mai!

Che poi io qui non ho ancora pianto. Non è che sto diventando russo?
I russi non piangono MAI! E se poi a piangere è un maschio è vista come una cosa gravissima!
Sarà perchè qui a 18 anni c’è ancora l’arruolamento nell’esercito, però boh.. hanno dei ruoli maschili e femminili davvero stretti, e questa è una cosa che io non riesco a mandar giù. Insomma, io sono per la libertà di espressione, lingua, stampa, orientamento sessuale, vita, morte, miracoli.. io sono per il vivi e lascia vivere.

Non è una cosa insormontabile, però è una delle poche cose che non riesco a mandar giù di questo paese.

Vorrei pochi stereotipi e pochi sguardi accusatori, ma in Russia, come dicevo, le emozioni vanno contenute e non puoi davvero opporti a qualcosa, soprattutto quando non sai la lingua.

I momenti di sconforto non mancano, quelli ci sono sempre e comunque, ma è proprio per questo che si dice che quando sei da solo cresci, perchè non si molla, e perchè se siamo qui c’è una ragione!
Combattere non significa solo vincere! Combattere significa ingoiare le delusioni e tornare sul campo più forti di prima.
E con questa lingua c’è tanto da sopportare! C’è tanto da mandar giù quando vorresti dire qualcosa ma non puoi perchè non sai come dirlo, c’è tanto da mandar giù quando ti trovi in un contesto nuovo e che a volte non ti piace!

Tuttavia sono qui per imparare, e imparare significa accettare e criticare, amare e odiare, parlare e tacere.. e i russi lo sanno bene, perchè passano tutta la loro vita a farlo.

Questo post è diventato chilometrico, ma volevo solo portare un po’ di Russia in tutti i voi! 
A voi che avete un sogno e sperate di realizzarlo, a voi che per qualche motivo siete giù, a voi che sentite la mia mancanza (ma chi? ahah), a voi che sentite la mancanza di qualcun altro, a chi piange ma lo nasconde, e a chi, invece, si vive come può quest’esperienza.
Carry on, perchè cose come queste capitano una volta nella vita!
A scuola c’è un cartello appeso su cui c’è scritto ”AFS IS A FAMILY”.
Non potrei essere più d’accordo.
Grazie davvero per tutte le belle parole e gli incoraggiamenti che ricevo ogni giorno da chi legge questo blog. Non sapete quanto sia bello ispirare qualcuno, e quanto sia bello parlare di questo magnifico paese.
Dalla Russia, con tanto freddo,
Chris.

 

”If you’re lost and alone, or you’re sinking like a stone.. carry on.
May the past be the sound of your feet upon the ground.
Carry on!”

#8 Это Россия

привет 😀

Sono un pessimo blogger e non aggiorno da giorni, ne sono consapevole, ma non ho mai tempo, e se ho tempo sono stanco e se non sono stanco me ne dimentico.. insomma, il mondo è contro di me quando si tratta di aggiornare il blog ahah

Che dire.. non so quanto sarà lungo questo post.. ho poco tempo, finalmente è tornata l’acqua calda e devo approfittarne finchè resta e devo fare i compiti D: [sì, perchè il vizio di fare i compiti di sera non bastava solo in Italia….]

Inizio col dire che ormai è effettivamente UN MESE qui in Russia!

Il 23 agosto prendevo un volo verso Mosca, e da lì verso l’ignoto. 

Il 27 agosto arrivavo in famiglia, conoscendo tre parole in croce di russo e una gran voglia di scoprire cosa c’era dietro le quattro mura in cui per sedici anni mi sono sempre sentito protetto e coccolato.

E’ ormai un mese qui ad Ekaterinburg, e, guardandomi indietro, mi chiedo quanto il tempo sia passato lentamente ma velocemente allo stesso tempo.
Un mese fa camminavo per prospekt Lenina (una delle vie principali) ammirando il fiume e la vecchia piazza, con occhi ammirati e sognanti, incredulo di essere veramente qui, nel mio paradiso personale.
Oggi, invece, so a memoria la maggior parte delle strade del centro, conosco i loro nomi e significati e so quale tram mi porta a casa, o lì vicino, e quale porta da tutt’altra parte..
Così come un mese fa sapevo a malapena dire come mi chiamavo, mentre oggi so prendere il biglietto del tram, so chiedere e capire quanto costa una cosa, so dire come sto, i mesi, so fare delle frasi al passato e al futuro..

La grammatica russa rimane ancora un mistero, ma ascoltare e tentare di parlare mi aiuta tantissimo, e quando riesco a fare delle frasi corte, mettendoci mezz’ora, o medie, mettendoci infinite ore, mi sento soddisfattissimo e fiero di me stesso! La cosa non può che migliorare! 🙂

Il gran freddo è alle porte, sul diario cartaceo aumenta il numero delle pagine coperte di inchiostro, così come aumentano le colonne sonore di questa ”vita”,  i visi diventano più familiari e le parole più comprensibili!
Sto acquisendo la mia routine russa, bevendo un quantitativo di tè che dovrebbe essere reso illegale, e sto piano piano mettendo da parte la mia vecchia vita, quella da cui volevo scappare e quella che per un anno ho deciso di non rispolverare.
Perchè alla fine qui, giorno dopo giorno, mi ricordo che sono partito non solo per vedere cosa significa davvero vivere all’estero, ma anche per cambiare me stesso, quello che aveva troppi sogni e poche certezze, che aveva perso le sue passioni e la tranquillità.
Tranquillità che sto riacquistando qua, da solo, scrivendo, leggendo, ascoltando musica, cercando di mettere insieme quante più fotografie e ricordi possibili da conservare per tutta la vita, quella a cui tra nove mesi dovrò tornare!
Ci sono giorni in cui tornerei a casa e giorni in cui mi dico che ho nove mesi per cambiare radicalmente tutto ciò su cui avevo basato le fondamenta del mio avvenire, e allora mi prendo d’animo, mi alzo dal letto e vado a fare un giro per questa magnifica città, che ogni giorno ha qualcosa di nuovo da offrire!
Mi sento libero, ed è un’emozione strana e bella allo stesso tempo, è qualcosa che sto imparando qui e per la quale non ringrazierò mai abbastanza questo meraviglioso paese.


Questo meraviglioso paese che nasconde altro oltre alle parole non dette, ai sorrisi inesistenti sul viso della gente, al freddo e al coprifuoco delle 22.
Quel paese dove nessuno osa mai andare perchè.. ”cosa c’è in Russia? A parte Mosca e San Pietroburgo non c’è niente in Russia”.

Non nego che vivere a Mosca o San Pietroburgo sia meraviglioso, così come non nego che ci siano parti della Russia dove non andrei mai, MAI.
Ma la Russia è tanto altro, la Russia è molto di più di quello che la gente vede o può capire anche solo in un mese.

La Russia sono i tombini aperti da cui esce inspiegabilmente del fumo.
La Russia è imparare due alfabeti e mischiarli quando scrivi.
La Russia è non riuscire più a parlare la tua lingua, perchè il russo è così strano e complicato che non vedi l’ora di scoprirne ogni sua sfumatura.
La Russia è il traffico alle 7 del mattino, e anche alle 8, le 9, le 10.. anche a mezzanotte.
La Russia è la konduktora che ormai capisce che non parli russo e ti da il biglietto del tram senza proferir parola.
La Russia sono gli sguardi delle babushke (nonne) quando ti parlano di quando erano giovani, di quando tutto era più facile per loro.
La Russia è la gente che, nonostante sappia che sei italiano, ti parla in russo, e comprende e perdona i tuoi errori elementari.
La Russia è il non uscire di casa dopo le 20, perchè alle 22 devi essere a casa.
La Russia è l’emozione di camminare alle 21 per il centro e sentirsi a casa, perchè i russi cercheranno sempre di farti sentire a casa.
La Russia è sentirsi dire ogni mezz’ora ”vuoi mangiare? Vuoi del tè?”
La Russia sono proprio quei tè che all’inizio non sopportavi, e che ora sono l’unico rimedio contro gli 0 gradi del mattino.
La Russia non è solo neve, orsi, vodka.. è anche blinì, sgushonka, pilmieni e chai..
La Russia non è ”mafia e criminalità”, è anche amore e sentimenti, anche se difficilmente vengono esposti.
La Russia è tantissime altre cose, quelle che in un mese non si possono capire ma si possono vedere!
La Russia è entrare in un ascensore che difficilmente pensi che riuscirà a portarti sano e salvo al quarto piano, ma che ogni giorno in qualche modo ce la fa!
La Russia è un insieme di emozioni che solo qui ho provato, e solo qui rimarranno! Perchè ogni paese ha qualcosa di speciale, e ogni paese ha la sua storia e le sue origini.
La Russia è ”cosa vuoi bere?” ”Che domande.. tè.”

La Russia è altri miliardi di cose.. ma ci vorrebbero troppe parole per descriverla, e probabilmente non ci riuscirei neanche.
Altro che mal d’Africa.. qui ci scappa il mal di Russia 🙂

 

” I wanna sing.
I wanna shout.
I wanna scream till the words dry out.
So put it in all of the papers..
I’m not afraid.. they can read all about it… read all about it!”

 
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#7 This could really be a good life..

Privieeeeet!

Here I am again!
Sono tornato dopo più o meno due settimane 🙂
Lo so avevo promesso di essere più regolare ma sono sorti tanti imprevisti!
Andiamo per ordine.. ci sono delle cose che devo scrivere qui e che non devo tralasciare:

  • primo giorno di scuola
  • camp con la scuola
  • vari giri per Ekaterinburg
  • apprendimento (AAHAHAHAHA) del russo.
  • scuola

Andiamo per ordine, sì?

Primo giorno di scuola

La giornata inizia, come ogni giorno, alle 7:30, quando la mia sveglia mi avverte che è arrivato il momento di ”tornare tra i banchi”. O almeno questo è quello che mi aspettavo!
E invece no! Dopo una doccia, una ”colazione” veloce ed essermi messo giacca e cravatta mi avvio verso scuola, che è di fronte casa, dove trovo i miei compagni di sventura Bent e Kitty.
La scuola è un edificio degli anni 70! Fuori non è così male, sicuramente meglio della mia scuola in Italia, ma dentro è sicuramente meglio! Magari non sarà moderno, con pc dovunque e cose così, ma è molto grande e tutto sommato le aule non mi dispiacciono!
E’ molto lontano dal mio ideale di ”scuola perfetta”, ma poteva finirmi peggio!
Il primo giorno di scuola sono tutti vestiti elegantissimi: ragazze con tacco altissimo, gonna nera e camicia bianca; ragazzi con giacca, camicia e pantaloni. Non jeans, PANTALONI, quelli da vestito. E per finire dei mocassini, rigorosamente neri.
Questo vale solo per il primo giorno di scuola, però, perchè gli altri giorni solitamente ci si veste come si vuole, ma sempre in maniera molto formale! (per noi questa regola non vale)
L’edificio comprende tutti gli ordini scolastici, dalle elementari all’11th grade, tipo la 5 che corrisponderebbe alla 4 da noi; c’erano, quindi, una miriade di bambini felicissimi di iniziare la loro nuova vita scolastica… non sapevano ancora cosa li attendeva.

Ci siamo poi spostati fuori, in cortile, dove abbiamo aspettato l’inno e poi è iniziata la cerimonia. Persone illustrissime (?) hanno fatto visita alla nostra scuola e poi hanno fatto entrare una ad una ogni classe, ma non prima di averci fatto presentare in russo….. -stendiamo una trapunta pietosa-
Prima che tutti entrassero, un allievo dell’11th grade ha preso in braccio una bambina del futuro 1st grade e le ha fatto fare il giro del cortile sulla spalla mentre lei scampanellava una campana (lol) argentata, molto cara alla scuola!
Poi siamo entrati e… niente. Abbiamo fatto un’ora di matematica.. (siccome già in italiano la capisco………) e ci hanno ritrascinato fuori per rifare tutto di nuovo, davanti agli alunni che frequentano dal secondo al quinto anno. Boooriiing!

Tornati dentro, abbiamo girato un po’ la scuola e poi dei ragazzi della nostra classe sono corsi da noi e ci hanno trascinato in centro. Ecco qui l’insulso il magnifico primo giorno di scuola 🙂

Camp con la scuola
Prima di qualsiasi altra cosa, devo fare una premessa.
NOI NON VOLEVAMO ANDARCI AL CAMP.
Sì, perchè ora potrei dire tante brutte cose, ma ci hanno trascinato a questa insulsa cosa tra scuole senza il nostro consenso 😦
Con ‘noi’ intendo me e Bent, il mio amicone tedesco che passerà un anno qui.
Quello che doveva essere il secondo giorno di scuola ci hanno portato in questo villaggio vacanze sperduto ad un’ora dalla civiltà e lì siamo stati per quattro giorni.
Cosa abbiamo fatto in questi giorni? Niente.

Già, perchè i simpaticoni si erano scordati che era tutto, e dico TUTTO, in russo. E considerando che la conoscenza dell’inglese in quel camp era attorno allo zero sono stati quattro giorni intensi. Quattro giorni dopo per mia fortuna nessuna sapeva l’italiano, altrimenti in molti l’avrebbero presa sul personale <.<
Oltre a preparare esibizioni stile glee club -che avrei adorato se non ci avessero distribuito maglie 6 volte più piccole delle nostre taglie- solo con canzoni vecchie di 43756239 anni, in russo, abbiamo partecipato a molte attività, che, se ho capito bene, indirizzano gli studenti al loro futuro..
Peccato che il mio futuro corrisponda a tornare in Italia e a prendere il diploma lì ._.
Inutile dire che ce le siamo dormite tutte.

I quattro giorni in qualche modo sono passati, ma c’è una cosa che mi è piaciuta tantissimo.
La sera prima della partenza c’è stato una specie di ”party d’addio”, eravamo 6 scuole tipo, e lì ci hanno distribuito cuoricini stick. Questi andavano attaccati alle maglie delle persone che eri felice di aver conosciuto.
Appena si sono spente le luci, io e Bent siamo stati travolti da una folla di gente che ha attaccato cuori DOVUNQUE sulle nostre maglie, che voleva abbracci e foto, che ci diceva che ci stimava perchè eravamo coraggiosi, che ci raccontavano, in qualche strana lingua a metà tra russo e inglese, le loro storie nei nostri paesi.. è stato emozionante e bello, l’unico momento che mi è piaciuto! Lo porterò sempre con me, così come la maglia che ho conservato.. mi ha fatto davvero sentire un po’ a casa.. e fatto capire come si può essere amici anche se non si parla la stessa lingua. Anche se è un po’ presto per chiamarli amici, ma il concetto è quello.


Ekaterinburg.
Questo topic mi preme particolarmente perchè.. sono innamorato di questa città.
Sono davvero fortunato ad essere qui, perchè è una città a metà tra la storia e la modernità ed è qualcosa di stupendo. Camminare lungo le rive del fiume, prima o poi imparo il nome eh, e vedere intere pareti coperte di scritte sui telefilm è stato il momento migliore di queste ”escursioni”. C’era anche qualcosa su glee, e TANTISSIMO su Sherlock! E’ il paradiso **

Senza contare i posti degni di nota, come la cattedrale o il KOSMOS, non ho ancora capito cos’è ma è un posto fantastico.
Questa città è qualcosa di meraviglioso, davvero. Thanks, Russia 🙂

 

 

Russo + scuola
Unisco questi topic perchè in fondo sono la stessa cosa.
Oggi è stato il primo giorno di lezione, yay.

 Ci siamo chiusi in biblioteca con Tatiana, la bibliotecaria, che ci ha fatto leggere, migliorare la pronuncia e aiutato un po’ con la lingua. E’ stato davvero un mezzo suicidio, ma ora so dire qualcosina in più. A dir la verità riconosco le parole ma non le ricordo quando devo dirle io… è snervante.
Il russo è davvero, DAVVERO, difficile e serve tanta costanza e pazienza.. spero di farcela.
Ho anche fatto una lezione con i bimbi di seconda elementare… cuuuuuuuccioli ** 

 

 

Bene, parliamo d’altro.
Come va? E’ questa la domanda che mi fate tutti, e giustamente volete anche una risposta, quindi scrivo tutto qui, così non dimentico nessuno 😀
In generale va tutto bene. Il cibo è ancora un problema insormontabile, così come la lingua, ma in generale non riscontro grandi problemi se non la stanchezza e l’infinita voglia di dormire..
La famiglia cerca di mettermi a mio agio e si preoccupa sempre per me, sono carinissimi! Tentano sempre di coinvolgermi nelle loro cose e siamo persino stati da amici di famiglia, simpaticissimi, e qui ho conosciuto Max, loro figlio. E’ bellissimo, dolcissimo, meraviglioso… è un pupo! E poi si sforza di parlare inglese con me ** Davvero, sono molto contento di questo!
Mi hanno portato in un museo militare, e stanno programmando di portarmi a Mosca verso Natale, per poi andare nel paese di Babbo Natale qui in Russia 😀
Non so ancora come e se si farà, ma anche solo il fatto che ci abbiano pensato è fantastico!!!!
A scuola va abbastanza bene, ho fatto delle conoscenze, ma Kitty e Bent restano sempre i miei migliori appoggi perchè possono capirmi e sanno sostenermi.
Questo post è lunghissimo e quindi non mi dilungherò oltre.. sto bene, va tutto bene e tutto è destinato a migliorare, o almeno così si spera 🙂
ps: fa freddo ahahah ma questo si sapeva.

Ultimissima cosa, prima di andare.. vorrei cogliere l’occasione per augurare a Luca tanta fortuna nel suo tentativo di diventare un exchange student. Per chi non lo sapesse, sta cercando di fare l’anno in Norvegia senza associazione.
In questi mesi c’è sempre stato per qualsiasi cosa e beh, volevo dedicare un ‘in bocca al lupo’ speciale a lui perchè anche lui possa vivere le stesse emozioni che ogni giorno vivo io. Senza di lui probabilmente non sarebbe stata la stessa cosa!

Uvidim se!
Ci aggiorniamo presto,
Chris 🙂

[Al prossimo giro carico qualche foto, giuuuro! ]

”Say oh, got this feeling that you can’t fight
like this city is on fire tonight.
This could really be a good life.
A good, good life.”

#6 Priviet, minià zsavut Kristian!

Priviet vsem!
Minià zsavut Christian i ya is italii…

no okay, qualcosa non quadra. Iniziamo meglio.
Ciao gente 🙂
Scrivo qui dal mia letto, ad Ekaterinburg, oltre gli Urali, in Russia.
Ho voluto precisare perchè per me è stranissimo poter dire veramente ”sono in Russia”, quando una settimana fa pensavo a come sarebbe stato e stavo impazzendo per partire ahahah
No, ok, non c’è niente da ridere, la situazione è semitragica, ma passerò a raccontarvi passo dopo passo l’inizio di questa pazzia, com’è giusto che sia!
Il 22 agosto mi sono messo in viaggio di notte con la mia allegra famigliola e insieme ci siamo spinti dove le aquile non osano (si dice così, no?) ovvero a Roma.
Lì, dopo un’ansia terribile, ho pesato le valigie, incontrato i poveri malcapitati che avrebbero condiviso l’esperienza con me e salutato i miei; è stato un momento particolarmente tragico, e salutando mio fratello ho quasi pianto, ma mi sono davvero trattenuto, perchè se avessi pianto io sarebbe stata la fine D:
La giornata è poi trascorsa velocemente conoscendo un po’ gente che andava in tutto il mondo, Ecuador compreso. [Dire Ecuador è come dire Molise, nessuno lo considera mai]
Dopo le orientations ci siamo cercati un po’ tra russi, cazzeggiato un po’ in hotel e poi dritti a dormire [AAHAHAHAHAHA avrò dormito 10 ore in 4 notti -.-]
Alle 5 del mattino la sveglia ci ha delicatamente ricordato che beh, era ora di dire ciao ciao all’Italia, e così siamo andati in aeroporto.
Qualcuno ha pianto, qualcuno no, e dopo tante estenuanti ore e un volo quasi perso a Francoforte, abbiamo raggiunto l’apice della felicità e disperazione volando sopra Mosca 🙂

Ma la parte più bella è stata sicuramente il campo di tre giorni tutti insieme.  Eravamo a 1 ora e mezzo da Mosca, in un posto sperduto, e ci hanno tipo segregato lì D:

Non che sia stato un gran problema, in qualche modo ci si divertiva comunque, ma all’inizio è stato abbastanza frustrante LOL
Ad ogni modo, cibo schifoso a parte, è stata un’esperienza magnifica che ripeterei miliardi di volte. Non sto a raccontare nei dettagli ma sono stati giorni in cui tutti ci siamo più o meno conosciuti e diventati, chi più chi meno, amici, condividendo emozioni, passioni, curiosità, pensieri e paure, perchè sì, alla fine le avevamo un po’ tutti!
Il giorno che ci siamo dovuti salutare è stata una cosa tragicomica.. chi rideva per non piangere, chi piangeva perchè tanto piangevano tutti, chi faceva il forte ma poi ha pianto comunque..
Afsers in Russia, se per caso state leggendo questo post, sappiate che mi avete davvero dato tanto in quei tre giorni e non so davvero come ringraziarmi per tutte le amicizie e tutte le emozioni che mi avete trasmesso ❤

La vera avventura è iniziata dopo, quando abbiamo preso il treno per Ekaterinburg.
La stazione kazanskii di Mosca sembra molto King’s Cross e io, in particolare, mi sentivo molto Harry Potter al binario 9 e 3/4, tanto il treno era quello più o meno.
E’ stata un’emozione abbastanza forte, bella e brutta allo stesso tempo, un’ansia pazzesca ma allo stesso tempo una voglia di scoprire che era alle stelle.

Mi sentivo come un bambino appena nato che ha subito voglia di fare i primi passi, ma che non sa camminare nè parlare.. mi ci sento ancora adesso.

26 ore di treno non sono state poi così pesanti grazie alla compagnia di Bent, Thor e Kitty, che mi hanno aiutato a non pensare all’incontro con la famiglia e all’insieme di emozioni che stavo provando, il tutto in inglese! 🙂

Ieri sera sono, finalmente, arrivato a ”casa” -anche se fa strano chiamarla così-
I miei hostparents mi hanno accolto alla stazione e hanno filmato il tutto, io stavo tremando, abbracciandomi e parlandomi, ovviamente, in russo.

Breakdown.

E’ stato orribile capire che da quel momento sarebbe stato TUTTO dedicato al russo, giorno e notte, notte e giorno, 24/7…
Il russo è una lingua difficile e che va affrontata con tanta pazienza, e in quel momento era l’unica cosa che non avevo.
La famiglia è davvero carina, sono molto amorevoli e cercano di farmi sentire come a casa.
Il cibo fa schifo, sia al campo che a casa, ma immagino di dover imparare a conviverci, soprattutto alle zuppe per colazione. *Inserire parolaccia qui*

Con il russo va già meglio, dopo 6 giorni qui.. diciamo che ora so dire che voglio dormire, mangiare e bere, che so dire bicchiere, acqua naturale, acqua gasata, e cose così.. sono passi avanti 🙂
Per la disperazione l’altro giorno sono anche riuscito a fare una frase in russo da solo, ma non credo di esserne capace ora D:
Per ora il record della parola più detta varia tra ‘spasiba’ e ‘pajavusta’, ma credo sia normale.
Sto sicuramente dimenticando qualcosa, ma mi preme parlare di un argomento importante, ovvero le prime impressioni.

Shock culturali credo sia la parola adatta.
La Russia, in generale, mi piace. Ho visto molta natura e ”sviluppo” allo stesso tempo, e Mosca mi sembra magnifica.
Tuttavia, ci sono cose che ancora devo capire e accettare, come il fatto che le strade siano asfaltate una volta su 30, che gli edifici non credo siano del tutto sicuri e sicuramente risalgono al pre nazismo, che in 26 ore di treno in terza classe si notano cose che in italia non noti mai, come la povertà della gente.
Su questo punto vorrei aggiungere un paio di cose:
durante il viaggio ho visto zone ricche ma anche baraccopoli nel fango, poverissime, con una o due fattorie qua e là.
In Russia questa realtà è molto diffusa, e mi piange il cuore a vedere che molto spesso la povertà incide in maniera indelebile su queste persone, costrette a vivere in condizioni nelle quali probabilmente non potrei MAI adattarmi.
Nelle stazioni si possono trovare molti venditori, che vendono tipo DI TUTTO, ed è anche un modo per arrotondare o arrivare a fine mese. E’ stranissimo e mi ha fatto una gran tenerezza..
Gli aerei in Russia costano un accidenti e la gente si accontenta dei treni, soprattutto per le tratte lunghe.
Un treno russo, in terza classe, non è comodo e lo spazio è molto limitato. E’ costituito da una serie di cuccette aperte sparse per il treno una dopo l’altra, e in quattro persone diventa difficile sopravvivere con poco cibo e provviste, soprattutto se durante la notte sopra di te c’è una signora che prega per ore, in russo. Ma, purtroppo, è la soluzione più economica, e molta gente si accontenta.

Oggi è stato il primo intero giorno qui in Russia 🙂
Mi sono svegliato in un letto comodo, ma non mio, che mi ha ricordato che sono a 5000 km da casa. Per scacciare via la malinconia mi sono alzato, fatto una doccia calda -perchè qui ci sono 10 gradi- e dato il via a questa nuova giornata andando a scuola per il corso di russo intensivo, anche chiamato suicidio.

La scuola non è il massimo ma fortunatamente posso scegliere le materie!
Ho conosciuto qualche ragazzo, e ragazza, che mi hanno dato il benvenuto e insegnato qualche parolaccia LOL

L’ora del tè è sacra qui in Russia, e si beve tè dalla mattina alla sera, e guai a te se lo rifiuti.
Per finire in bellezza, dopo una cena orribile, la host mum mi ha chiesto se poteva aiutarmi con l’alfabeto, e così abbiamo studiato insieme. Si fanno in 8476 per me, anche se sanno poco inglese, e lo apprezzo davvero.

Avrò sicuramente dimenticato MOLTE COSE, ma Kostya deve andare a nanna, qui è l’1, e io devo chiudere.
Qui sono riassunti i primi giorni in Russia, but the best is yet to come.
A presto, molto presto,
Chri 🙂

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#5 Last hours in Italy..

Il tanto atteso momento è arrivato.
Sono in hotel, a Roma, disteso sul letto a pensare. 
Volevo fare un post flash sulle ultime ore in Italia. Tra 6 ore una sveglia mi porterà dall’altra parte del mondo, e inizierà la scalata. 
Tra 10 ore due aerei mi porteranno nella capitale dalla piazza rossa, e da lì verso l’amata Siberia.

Ormai ci siamo, gli ultimi momenti, le ultime ore, e poi ciao ciao Italia per 10 mesi! 
Pensavo che fosse stupido preoccuparsi una volta a Roma, pensavo fosse stato diverso, più semplice, e invece è proprio qui che tutte le paure aumentano e si amplificano. 
Da domani dovrò iniziare a ”parlare” russo, a confrontarmi con una nuova realtà e una nuova famiglia, a sorridere e ad annuire sentendomi stupido.. da domani è ora di crescere!
Da domani si inizia una vera nuova vita, da nuovo ”russo”.

Russia, here I come C: 

Chri

#4 I ponti di Mosca saranno pure belli, ma io me ne vado a -40 :D

HOLAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!
Squillino le trombe, sventolino le bandiere e urlino le folle. Dopo 5 estenuanti mesi, FINALMENTE  qualcuno di buon cuore ha esaudito il mio desiderio e si è sentito tanto paziente e volenteroso da adottarmi.
Proprio così: HO UNA HOST FAMILY.
E se posso sembrare un pochino euforico con questo post, nella vita reale non faccio altro che saltellare per casa urlando ‘mi hanno adottato’ :D. Sì, se proprio ci tenete al mio ritorno potrete chiudermi in un manicomio!
Se penso che due giorni fa ero nero perchè ero ancora orfano, ora mi sento una brutta persona, perchè ancora tanta gente aspetta una famigliola D:
Devo dire che, però, è proprio vero quello che dicono: meno controlli la mail, più velocemente arriverà la famiglia… puah.

Ma bando alle ciance, sono le 4:15 del mattino, passiamo alla città e alla famiglia 🙂

Vivrò a Ekaterinburg!

Probabilmente tutti vi starete chiedendo: E dov’è? Beh, per chi non lo sapesse, cioè tutti, Ekaterinburg è la terza/quarta città della Russia -non l’ho ancora capito- ed è ad esattamente 1.667 km da Mosca, ovvero una cosa tipo 17 ore di macchina. Sì, sono in culandia in poche parole, ma chissenefrega, la cittadina è dotata di un aeroporto -mancano solo i soldi per prenderli gli aerei D: – e di una stazione ferroviaria, quindi se mi sarà permesso viaggiare, spenderò tutti i miei risparmi per girare la cara madre patria ^^.
In caso fossi costretto in città per 10 lunghi mesi, Ekaterinburg non è esattamente come Imola;
partiamo dalla popolazione! Imola -> 65.000 abitanti. Ekaterinburg: 1.300.000.
Sì, più o meno lo stesso…….
Ekaterinburg è grande più o meno quanto Milano -forse un pelino di più- ed è al confine tra la Russia europea e quella asiatica; a dire il vero, la città è proprio nella parte asiatica, e il confine è a 17 km ad est. Si può, quindi, evincere che sono uno dei pochi che diventerà asiatico a tutti gli effetti ❤
E’ moderna e storica allo stesso tempo, è uno degli snodi ferroviari più importanti della Russia, c’è la metro, è circondata da foreste e nella città sono presenti 2 o 3 laghi, e un fiume 🙂
Se ho capito bene, dovrei frequentare una delle migliori scuole in Russia, per quanto riguarda l’ambito linguistico, ma questo credo me lo confermeranno una volta arrivato lì 🙂
Le temperature sono qualcosa di magnifico ❤ diventerò un pinguino!!!! O un orso congelato!!!
Ekaterinburg, infatti, è praticamente all’inizio della Siberia, ciò implica un inverno freddissimo. La temperatura da Novembre a Marzo sale difficilmente sopra i 5 gradi, e di solito a Dicembre e a Gennaio la temperatura oscilla tra i -10 e i -40!

Se non aggiornerò in quei mesi, probabilmente sarà perchè sono diventato un blocco di ghiaccio :3
Per quanto riguarda l’ ”estate”, si raggiungono punte di 30 gradi solo nella prima metà d’agosto, in quanto dalla seconda in poi ci sono 4/5 gradi, e a settembre inizia già a nevicare 😀
In pratica, è il mio clima ideale ❤

Passiamo poi alla famiglia, che è formata dal padre, dalla madre e da una piccola peste di 10 anni 🙂
Il padre si chiama Sergei, ha 39 anni ed è un manager 🙂
La madre si chiama Ekaterina, 30 anni, casalinga 🙂
Loro figlio si chiama Konstantin, e tra 5 giorni compirà 10 anni -devo assolutamente fargli gli auguri!!-
Non hanno animali, grazie a Dio, e, SE GOOGLE MAPS HA CAPITO BENE, dovrebbero abitare in una casa che a me sembra più un castello. Di questo non ne sono certo, perchè io e la tastiera in cirillico non siamo proprio best friends..!
Questo è tutto ciò che so, non appena mi arriverà il fascicolo aggiornerò il tutto 😀

Oggi, inoltre, mi è arrivata la convocazione! Giorno 22 agosto a Roma, per poi partire il 23 😀

Ora sarà davvero meglio scappare, ho un letto che mi attende!
Spero di poter aggiornare presto con altre news!

Sleep tight,
l’ormai non più orfano
Chri 🙂

My future city <3

My future city ❤

eka2

#3 Rainy thoughts..

Piove.

Piove e io son felice, perchè la pioggia è sempre stata la mia fonte di riflessione, ispirazione e rilassamento. 
Sono passati tipo quattro mesi dall’ultima volta che ho scritto su questo blog, e in questi mesi sono cambiate tante cose. 

No, ancora niente placement -vivrò sotto un ponte per 10 mesi 😀 – e nessuna convocazione, ma a quanto pare il 23 agosto si parte! Beh tranquilli insomma, il 23 agosto è ancora abbastanza lontano, in fondo è solo tra.. 40 giorni :)))
Ma chi voglio prendere in giro? Quaranta giorni sono POCHISSIMI. Ho una valigia da comprare, un cellulare da cambiare, tutta la famiglia -compresa quella in Sicilia- da salutare, per non parlare degli amici e bla bla bla.
Ho l’impressione che non riuscirò mai a fare tutto, ma intanto fuori piove e questo mi aiuta a non pensarci!

In questi mesi ho aperto un po’ la mia mente a quelle che veramente potranno essere delle difficoltà quando sarò via, e in cima alla numerosissima lista c’è quella della lingua.
Già, perchè io e il russo abbiamo ufficialmente divorziato, io non capisco lui, lui non capisce che io ho bisogno che lui si faccia capire, e allora il nostro meraviglioso rapporto si è sfasciato; magari quando sarò obbligato a farci pace per sopravvivere potremo riparlare di un possibile ritorno di fiamma, ma fino ad allora..
Segue poi il cibo. So che non è il problema principale, e so che ci si adatta, però la cosa mi fa paura lo stesso xD.
E poi gli amici, gli affetti, i sentimenti, la lingua, la cultura, le tradizioni, la lingua, la nostalgia, la privacy che in Russia non esiste, la lingua.. e chi più ne ha più ne metta!

In questi mesi, inoltre, ho viaggiato un pochino, e ho anche capito un paio di cose  🙂
In Finlandia ho capito come sarà con la lingua; i genitori del mio host all’inizio erano molto timidi e benchè sapessero parlare inglese facevano molta fatica. Il ragazzo che mi ospitava era, invece, una scheggia e ci capivamo alla perfezione.
Ed ecco, quindi, come sarà tra 40 giorni! La mia famiglia -ovviamente- non spiccicherà una parola di inglese e io annegherò tra i vari simboli -o insetti, come li chiama una mia amica- cirillici che vagheranno per la mia mente, maledicendomi per non averlo studiato per bene. 
Dall’altra parte spero di trovare qualche anima pia che conosca una delle quattro lingue in cui so comunicare, così da non affondare nella disperazione D:

In Francia, invece, ho scoperto quanto qualcuno possa diventare importante in pochissimi giorni. Ho passato quattro giorni stupendi confrontandomi con altri ragazzi di tutti gli stati europei, e se potessi ripeterei quest’esperienza all’infinito, poichè mi ha aperto ancora di più gli occhi su quanto un paese a noi vicino possa avere una cultura totalmente diversa dalla nostra e quanto questa vada capita, accettata e rispettata 🙂 
In questi giorni ho fatto amicizia con alcuni ragazzi e ragazze che mi hanno più volte tirato su di morale e condiviso momenti meravigliosi con me! 

Ogni cosa, insomma, sembra legata a questa esperienza che mi attende, e la cosa è alquanto creepy D: 

Ho finalmente raggiunto la tanto agognata promozione, chiudendomi in casa per non prendere i famigerati debiti in matematica fisica e chimica <3, e da quel momento mi sono sentito LIBERO, ed è una sensazione magnifica! Proprio in quel momento ho realizzato che da quel momento c’eravamo solo io e la Russia, e nient’altro 😀 

Un altro momento importante è stata la premiazione delle borse di studio Intesa San Paolo a Milano. E’ stato uno dei momenti più importanti di quest’esperienza perchè ho finalmente potuto raccogliere ciò che ho seminato, tutta quell’ansia e quell’impegno messo nel far capire a tutti quanto fosse importante quest’esperienza è stata ripagata con una borsa di studio totale, che non avevo neanche richiesto! 
E poi era a Milano e.. io sono innamorato di Milano ❤

Ed ora eccomi qua, a quaranta giorni dalla partenza, con un’emozione e un’ansia indescrivibile, senza un placement ma con tanta speranza e motivazione dentro di me. 
Fuori continua a piovere, e io continuo a vedermi sempre più lontano da questa piccola città nella quale mi sento intrappolato. 
Ho, poi, chiuso la valigia, quella culturale, di cui avevo parlato qualche mese fa. Ho deciso di non aspettarmi più niente, di prendere ciò che viene per com’è e giudicare solo quando mi confronterò con la mia nuova vita, che sembra -è- sempre più vicina. 

Incredibile pensare come tutto sia cambiato in soli 8 mesi. Ed è ancora più incredibile come tutto cambierà tra poco più di un mese! Ma questa è un’altra storia 🙂

So che mi sono preso il mio tempo, ma ora spero di essere più regolare con gli aggiornamenti, scrivere è l’unica cosa che mi fa sembrare tutto questo reale. Scripta manent. 

A presto,
Chris 🙂

[che alle 3:30 non ha sonno e allora scrive qui. Ho bisogno di una camomilla!]

Immagine

”Prima di partire per un lungo viaggio
devi portare con te la voglia di non tornare più”

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